Solstizio d’inverno 2015


Solstizio invernaleMentre l’anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale. Precisamente, il giorno 22 dicembre 2015, alle ore 05:48 (per le coordinate terrestri di Cagliari), il Sole entrerà nel segno del Capricorno e questo suo passaggio sancisce il momento del Solstizio invernale, ossia il giorno più corto e la notte più lunga dell’anno.

II respiro della natura, in questi giorni, è come sospeso, nell’attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. È uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il più drammatico e paradossale: l’oscuritá regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sul buio che caratterizza questo periodo. Infatti, dopo questa data, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.

Come tutti i momenti di passaggio, il Solstizio invernale è un periodo carico di valenze simboliche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.
Il Natale che conosciamo e festeggiamo è la versione cristiana della rinascita del Sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337-352) con il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come “Sole di giustizia” e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana. Nella romanità, “pagana”, appunto, agli occhi cristiani, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti, il giorno della nascita del Sole Invitto.

La ripresa del cammino ascendente del Sole assume molteplici significati spirituali, primo tra i quali la rigenerazione cosmica in cui il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo e del percorso che esso deve svolgere operando la sua rinascita spirituale. Il Solstizio d’inverno corrisponde, pertanto, alla presa di coscienza della “vera” spiritualità, in quanto fine della discesa e ripresa dell’ascesa.

Il Solstizio invernale è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il re oscuro, il vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole bambino che rinasce dall’utero della Dea: la Grande Madre Terra. Anche se i più freddi giorni dell’inverno devono ancora venire, sappiamo che con la rinascita del Sole la primavera ritornerà di sicuro.

Tuttavia, se ricordiamo che questo è il momento in cui siamo più lontani dal Sole e contemporaneamente anche consapevoli della sua rinascita, possiamo provare a trattenere questa piccola Luce in noi stessi. Visto da questa prospettiva, il Solstizio può essere per noi un momento molto calmo e importante, in cui nella silenziosa e oscura profondità del nostro essere, noi possiamo contattare la scintilla del nuovo Sole. Questa è anche un’opportunità per gioire ed abbandonarci a sentimenti di ottimismo e di speranza: come il Sole risorge, anche noi possiamo uscire rigenerati dalle tenebre invernali.

A livello spirituale, il momento simbolico (che nella ruota dell’anno segna l’inizio della risalita dagli inferi, facendosi “archetipo” di tutte le risalite verso la Luce degli altri molti cicli che attraversiamo: notte/giorno, cicli mensile e femminile, malattia/guarigione, introversione/estroversione, morte/rinascita e così via…), è carico di significati profondi anche se meno evidenti: il rinascere della Luce genera una promessa di crescita che si realizzerà in ambito personale e interiore.

La Luce nasce dall’Ombra.

A livello personale, il concetto di rinascita della Luce, ci chiede di compiere un salto di qualità, un passo di avanzamento nel percorso spirituale che abbiamo intrapreso. Si tratta della chiusura di un ciclo e della riapertura dello stesso ma su un piano più avanzato. Rigeneriamo la nostra personale Luce interiore, riconoscendo che ogni tratto del nostro percorso, anche il più buio, ha prodotto la nostra trasformazione, che dall’Oscurità nasce la Luce, e che ci viene chiesto di saperci in qualche modo distaccare da ciò che siamo stati, lasciando andare le parti non più utili di noi stessi.

È un ritorno di calore e di fiamma che porta l’allegria di un Sole bambino: una promessa di crescita e maturazione che nasce nella notte del Solstizio invernale. La nostra interiore nuova Luce bambina non arde, però, automaticamente… andrà protetta e coltivata, cresciuta, esercitata e fatta giocare (ovvero messa in gioco). Ed essendo una “promessa” di crescita spirituale, ci richiede di formulare l’impegno attivo a coltivare questo specifico sviluppo.

Durante il Solstizio invernale, insomma, si passa una soglia spirituale che richiede una grande onestà ma anche un grande atto di fiducia verso se stessi: il riconoscimento del nostro effettivo livello spirituale, quale che sia, e l’impegno ad incrementarlo con nuove energie.

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