Downshifting


Downshifting è una parola inglese che letteralmente significa “scalare (di marcia)”. In italiano è interpretata spesso con il nostro termine “decrescita”. Ma, in contrasto con il boom economico post-bellico e la conseguente corsa ai beni di consumo che ha caratterizzato in maniera sempre più pressante gli anni fino ai nostri giorni, questa definizione rischia di portare con sé un’idea di “privazione”, mentre non si tratta affatto di questo. Una traduzione più accurata sarebbe, forse, “semplicità volontaria”, una scelta che presuppone un certo approccio filosofico alla vita, che comprende una maggiore considerazione per tematiche quali l’ecologia, la salute fisica e psicologica, una visione della vita meno consumistica ed un recupero del valore di tempo e lentezza.

Si tratta di un’idea non proprio recente, visto che negli anni settanta filosofi come Jean Baudrillard (La società dei consumi, 1970) e André Gorz (Ecologia e Politica, 1975) hanno teorizzato la necessità di una decrescita (décroissance) basata sulla presa di coscienza dell’insostenibilità, a livello individuale e globale, di ritmi di “sviluppo” troppo veloci.

Il downshifter è, quindi, colui che recupera i suoi spazi e tempi, compresa la propria sfera emotiva, e che investe sul concetto di felicità piuttosto che su quello di produttività. Si tratta di persone che, di fronte ad una crisi economica mondiale, all’esaurimento delle ricchezze del Pianeta e all’inaridimento della propria esistenza, causato spesso da maratone lavorative stressanti, cominciano a reimpostare il proprio stile di vita, a dargli un’impronta più “frugale” e più connessa ai propri reali bisogni piuttosto che all’impulso consumistico.

Alcune idee per iniziare a praticare il downshifting

Inizia a considerare il tuo tempo prezioso quanto il tuo denaro, fai una stima di entrambi e trai le tue conclusioni.

Programma una mezza giornata di “non lavoro” da dedicare ad un caro amico.

Dona qualche oggetto, giocattoli o vestiario a persone bisognose o ad un ente caritatevole di cui ti fidi, per sperimentare un comportamento di natura gratuita. Se sei nostro socio, puoi mettere a disposizione degli altri soci le cose che non ti servono più…

Fai un elenco dei tuoi acquisti settimanali e tagliane almeno uno (non essenziale).

Pianta qualche vegetale edibile in giardino, nel terrazzo o sul balcone, coltivalo, innaffialo e poi mangialo, per imparare che non tutto il cibo si deve necessariamente acquistare.

Cucina il tuo pranzo utilizzando ingredienti di stagione, locali e preferibilmente organici.

Per le prossime feste, realizza con le tue mani qualche biglietto e/o qualche regalo.

Stasera (non domani!) spegni il televisore, ascolta un po’ della tua musica preferita e/o fai qualche gioco in famiglia oppure una semplice chiacchierata.